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Dramma in piscina

 

Tutti conosciamo il caso di cronaca di questi giorni e del dramma avvenuto in piscina, ma non tutti sanno che è stata indagata Verisure, importante multinazionale nel campo high tech.

La piccola Sofia, appena 12 anni , figlia di una famiglia vicentina in vacanza negli stabilimenti di Marina di Pietrasanta, è morta annegata nella piscina di uno stabilimento.

Non si conoscono bene le dinamiche dell’incidente, forse la bimba ha avuto un malore, forse i capelli le sono rimasti impigliati nel bocchettone di scarico della piscina.

Sono in corso le indagini per accertare quali siano le cause dell’annegamento.

La Procura di Lucca ha ordinato il sequestro della struttura e aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico dei titolari e dei bagnini.

Drammatico incidente che ha suscitato ancora più clamore di fronte all’impossibilità di accedere ai filmati videoregistrati dallo stesso stabilimento.

Indagata Verisure: Dove sono i filmati?

I filmati avrebbero potuto scagionare gli eventuali innocenti e si sarebbe potuto arrivare ad accertare le cause dell’incidente, se solo le immagini fossero state estrapolate prima della cancellazione.

 

Cancellazione filmati

 

Nei giorni successivi all’incidente, la Guardia Costiera di Viareggio era riuscita ad ispezionare i filmati dello stabilimento balneare, in possesso di una nota multinazionale nota nel settore delle tecnologia, la Verisure.

Dopo 48 ore dal dramma è stato notificato alla sede legale della Verisure il sequestro delle immagini tramite la Polizia Postale. Da qui l’assurda vicenda.

Le immagini non sono state salvate, non c’è alcuna traccia video di quello che è avvenuto quel giorno in piscina.

La nota azienda è stata irresponsabilmente superficiale, perché il server principale della stessa risiede fisicamente in Spagna e non è stata data immediata comunicazione del sequestro, quindi le immagini sono state cancellate, mandando a monte anche la più piccola speranza di capire cosa sia realmente accaduto alla povera Sofia.

Da qui l’apertura di un fascicolo contro Verisure, indagata per distruzione di prove d’indagine e per aver dichiarato il falso.

Infatti la multinazionale aveva dichiarato di non possedere i filmati, perché probabilmente le telecamere erano spente.

Mentre a confutare questa dichiarazione è la stessa Guardia Costiera che nelle ore successive all’accaduto aveva visionato quanto registrato dallo stesso dispositivo della struttura di Marina di Pietrasanta.

 

In conclusione

 

Questa è una vicenda che pone tanti interrogativi, non solo inerenti le indagini in corso.

Al di là delle domande che ci poniamo sul caso, tra cui: 

  • dove sono finiti i filmati?
  • sono stati veramente cancellati? 
  • se sono stati cancellati, perché?
  • perché la Verisure, pur sapendo che sarebbe stata indagata, ha volutamente cancellato i filmati?

Ci chiediamo :

  • i clienti, che installano prodotti di tale multinazionale, sono al corrente delle condizioni secondo cui vengono trattati i loro dati?
  • viene rispettata la normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali? viene rispettato il codice GDPR e Reg. UE 679/2016?

Se io in qualità di cliente installo un sistema di videosorveglianza Verisure:

  • sono monitorato 24h su 24 dalla centrale?
  • gli operatori possono dunque vedere da remoto in ogni istante la mia casa?
  • possono entrare e violare la mia privacy in qualsiasi momento?
  • possono spiare ogni mio movimento? 

E se accadesse qualcosa, se subissi un furto, un’effrazione o peggio una rapina chi  mi assicura che il mio dispositivo registri e mantenga le immagini? Il loro server, se realmente rispetta il codice privacy e il regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali, è affidabile? Come posso recuperare le ”mie” immagini? Se i tecnici non sono stati in grado di gestire questo dramma saranno in grado di gestire i piccoli reati criminali?

 

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