Telecamere e suolo pubblico: la Cassazione si pronuncia a favore

Le immagini riprese avvalendosi di impianti di videosorveglianza rientrano nella categoria dei dati personali. Chi fa uso di questi sistemi, deve pertanto attenersi al Codice in Materia dei Dati Personali, nel quale sono riportate le eventuali sanzioni a carico dei trasgressori. Nel Provvedimento Generale si sancisce che chiunque installi un sistema di videosorveglianza, con posizionamento delle telecamere in suolo pubblico, deve debitamente informare chiunque si avvicini alla zona di ripresa con appositi segnali o cartelli. In caso di funzionamento nelle ore notturne i cartelli devono essere opportunamente illuminati e facilmente identificabili, devono riportare un simbolo o un’immagine che rimandi inequivocabilmente all’uso di telecamere, il nominativo di colui che detiene le registrazioni e il riferimento all’informativa completa riportata nell’articolo 13 del “Codice in Materia dei dati Personali”.
Legittima difesa? cosa cambia

Secondo l’articolo 52 del Codice Penale si può parlare di legittima difesa nel caso di giustificazione di una situazione in cui è riconosciuto lecito un comportamento che di norma sarebbe invece considerato come reato. I requisiti per cui ci sia legittima difesa si riferiscono a: proporzionalità tra difesa ed offesa (non si può sparare ad una persona che ci ha dato uno schiaffo); necessità della difesa (bisogna verificare se si può fuggire o allontanarsi dalla situazione di pericolo); attualità del pericolo (non si può sparare o reagire dopo che l’aggressore si allontana o cerca di farlo)