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Furti di rame: il prezioso oro rosso

Nella cronaca locale e nazionale troviamo quotidianamente numerosi articoli sui furti di rame.

L’ultimo caso di furto vede depredata l’azienda TMA con sede a Creazzo, in provincia di Vicenza.

La notte scorsa in soli 4 minuti cinque malviventi hanno fatto irruzione nella parte posteriore dei locali, portandosi via 20 quintali di rame.

 

 

Il furto del prezioso oro rosso si aggira intorno ai 15mila euro.

Il colpo è stato messo a segno lo scorso sabato 5 ottobre, dopo le 20.30 i ladri si sono introdotti in azienda facendo scattare l’allarme, riuscendo comunque a fuggire poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

 

 

Ma perché questo diffuso interesse per il rame?

Perché viene definito oro rosso? Chi sono le aziende maggiormente colpite?

Il fenomeno dei furti di rame colpisce società operanti nel settore dei trasporti, di telecomunicazione, nel settore energetico e attività elettrotecniche ed elettroniche che producono e/o utilizzano rame nei loro prodotti.

Se si parla di rame come prezioso oro rosso un motivo c’è. Basti pensare al suo valore, infatti oggi giorno il suo prezzo arriva a € 7,50 al kg. Quotazione destinata ad aumentare data la scarsa reperibilità del materiale.

Il rame è una merce preziosa, è un ottimo conduttore elettrico e termico, non magnetico, resistente e di facile malleabilità e lavorazione. 

C’è chi è disposto a correre grossi pericoli per guadagnarsi da vivere e chi pur di averlo chiude un occhio sulla sua provenienza.

Il rame è riciclabile al 100%, quindi può essere usato, trasformato e riutilizzato senza alcuna alterazione e mantenendo intatte le sue prestazioni.

E’ stato uno dei primi metalli ad essere usati nelle oreficerie per la creazione di braccialetti, orecchini … fino ad arrivare sulle nostre tavole sotto forma di pentole e padelle. Ricordiamo che con il rame si sono diffuse poi le leghe metalliche come l’ottone (rame e zinco) e il bronzo (rame e stagno).

Dal 1800 in poi il rame ha trovato maggiore utilizzo come conduttore nel settore dei trasporti, elettrico e delle telecomunicazioni.

Si possono solo immaginare quali danni e conseguenze possa provocare l’incalzante aumento di furti di rame, di cui sono vittime le Ferrovie dello Stato, varie società di telecomunicazioni come Telecom, Wind e tutte le aziende del settore elettrico elettronico.

 

 

Cosa e chi si cela dietro ai furti?

 

Abbiamo visto come la sua rarità incrementi il suo valore per non parlare poi della costante richiesta sopratutto dei Paesi in via di Sviluppo.

Alla base dei furti di rame troviamo sicuramente dei piccoli pesci che rischiano il tutto e per tutto per guadagnarsi da vivere.

Ma i veri mandatari sono quelle grosse società di una filiera illegale vastissima che rivendono il materiale ai paesi esteri. 

Il rame rubato viene venduto ai rottamai e ai grossisti che, incuranti della sua provenienza, lo inviano alle fonderie o lo lavorano in loco per poi essere rivenduto ad esportatori legali e del tutto inconsapevoli.

Quindi parliamo di società a delinquere, di mafie che hanno fiutato il giro milionario.

 

 

Action Day 

La filiera è stata ricostruita nell’Action Day contro i furti di metallo, azione orchestrata nel maggio 2018 in 12 Stati membri dell’Unione Europea. 

Le Forze di Polizia, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite un’azione congiunta sono riusciti a dare il via ad una maxi operazione in tutti i paesi europei contro la minaccia dei furti di metalli e il loro riciclaggio illegale.

Le Forze dell’Ordine hanno battuto a tappeto tutto il territorio, dai commercianti di rottami, ai cantieri, alle linee ferroviarie alle strade di frontiera. Ne è risultato un maxi sequestro di circa 350 tonnellate di metallo di cui quasi 93 kg di rame per un valore di € 540.000,00.

 

 

Osservatorio Nazionale sui furti di rame

Per monitorare il fenomeno e mantenere alti i livelli di sicurezza dei cittadini e di tutela dei beni è stato così istituito l’Osservatorio Nazionale sui furti di rame.

L’Osservatorio agisce secondo il principio della cosiddetta ‘sicurezza partecipata’, intesa come insieme delle iniziative con cui tutti i soggetti pubblici e privati, che hanno possibilità d’intervento a fianco delle Forze di polizia, contribuiscono a produrre il ‘bene sicurezza’.

Infatti i suoi membri sono:

  • Direzione centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e i reparti speciali della Polizia di Stato;
  • Comando generale dell’Arma dei carabinieri;
  • Comando generale della Guardia di finanza;
  • Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato;
  • Agenzia delle dogane;
  • Confindustria;
  • Ferrovie dello Stato italiane s.p.a.;
  • Enel s.p.a.;
  • Telecom Italia s.p.a.;
  • Vodafone Italia s.p.a.;
  • Wind-Tre s.p.a;
  • Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche e elettroniche).

L’Osservatorio Nazionale ha il compito di monitorare, analizzare e valutare il fenomeno con lo scopo di promuovere strategie ed azioni di contrasto strutturate per le diverse realtà territoriali, promuovere iniziative finalizzate ad idonei interventi legislativi, diffondere e far conoscere l’entità del problema, i suoi aspetti negativi, le conseguenze che impattano sui trasporti e le società di telecomunicazione, elettriche ed elettroniche. 

E’ stato infatti reso pubblico un ebook, una sorta di catalogo digitale con foto e caratteristiche delle varianti di rame e prodotti derivati, che consente ai rottamai e alle fonderie di riconoscere eventuali partite derivanti dal commercio illecito di rame. 

 

 

Le principali conseguenze dei furti di rame

 

Abbiamo citato sopra quali sono le categorie maggiormente colpite. Il rame come ripetuto più volte è facilmente reperibile nelle stazioni ferroviarie.

Basta veramente poco tempo per portarsi via 50-60 kg di rame: si scoperchiano le canaline che corrono accanto ai binari, si prelevano i cavi e si corre via in un luogo più appartato, poi, si tolgono le guaine di gomma e il rame è pronto per essere venduto.

Ne conseguono ritardi di pendolari che devono recarsi al lavoro, ragazzi che perdono il giorno di scuola, esperienza vissuta da ognuno di noi almeno una volta nella vita.

Qualcosa di più facile ancora sono i furti delle grondaie, vengono strappate via da case e palazzi in piena notte o addirittura nei cimiteri, saccheggiati di lampade e vari oggetti sacri perché composti dal metallo tanto ricercato.

Anche le strade, cittadine e non, non sono immuni. L’Enel è una delle società maggiormente danneggiate, milioni di km di rete elettrica saccheggiati. 

Le conseguenze? In questi casi sono anche più drammatiche perché al di la della mancanza di rete e quindi dell’inevitabile buio per le strade, la peggiore è la morte. Quasi ogni settimana le cronache locali riportano la notizia di un ladro morto folgorato mentre cercava di tagliare i fili di qualche cabina Enel.

Immaginiamo quando le centraline si trovano in aperta campagna o in alta montagna, il corpo può essere ritrovato anche qualche settimana più tardi.

da Il Giornale di Vicenza 9 ottobre 2019

Il rame non si trova solo sulle strade ferrate e nelle cabine elettriche.

I maggiori bersagli sono le aziende di trasporto o di trasformazione del metallo, aziende di produzione elettronica ed elettrotecnica e tutte quelle che utilizzano questo prezioso metallo nella propria attività.

 

 

Conclusioni

La piaga dei furti di rame è quasi impossibile da sconfiggere ma di certo si possono limitare i danni.

Una soluzione è sicuramente quella di dotarsi di un buon ed efficiente impianto anti intrusione. Non affidatevi a ciarlatani che vi offrono il massimo risparmio, proponendovi pacchetti preconfezionati.

Alla base di un allarme sicuro, efficace ed efficiente c’è un‘analisi approfondita, uno studio dei locali, delle sue caratteristiche, di quelli che potrebbero essere i suoi punti più deboli e una valutazione approfondita delle diverse opzioni per scegliere il sistema più performante per quel dato ambiente. Il sistema anti intrusione o di sicurezza in generale non sarà mai lo stesso per un’abitazione o per un’azienda, così come non sarà mai uguale per due aziende differenti. La scelta di un sistema rispetto ad un altro è determinata da tante variabili. 

E’ sicuramente consigliabile un sistema che sposi il connubio di un impianto d’allarme con un impianto di videosorveglianza

Infatti una sirena acustica che metta in allarme i ladri è un ottimo deterrente, ma qualora ci fosse un’intrusione nei locali sarebbe più che utile l’installazione di telecamere in grado di registrare l’accaduto.

 

Powersic  non solo fornisce l’installazione e il collaudo di impianti di videosorveglianza  e sistemi anti intrusione previo ”confezionamento su misura”, per soddisfare completamente le preferenze ed esigenze dell’utente finale, ma fornisce anche servizio di assistenza continua.

Inoltre rilasciamo al committente una descrizione dettagliata:

  • delle caratteristiche dell’impianto;
  • degli interventi tecnici e delle misure di sicurezza applicate per la realizzazione del sistema di videosorveglianza commissionatoci. 

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